Il Progetto
Il Progetto, redatto dall’Associazione "Un paio d'ALI" di Villasanta, in collaborazione con la Cooperativa Lambro, di Monza, consiste nella realizzazione di un appartamento da destinare ad uso di pronto intervento per persone disabili medio-gravi che si trovano temporaneamente prive dell’assistenza dei familiari. Inoltre si prevede di realizzare anche una struttura di formazione all’autonomia abitativa - mettendo a disposizione l’alloggio nei momenti in cui non ci sarà nessuna emergenza da affrontare - per definire dei percorsi di preparazione alla vita autonoma.

Il possibile target del progetto
Nella logica del progetto per l’utenza ampliata e in relazione anche alla variabilità dell’utenza (in funzione anche della permanenza temporanea nell’alloggio) si cercherà di tenere conto delle diverse esigenze, individuano in linea di massima e come riferimento le seguenti situazioni:

Disabilità motoria:
utilizzo della carrozzina, emi-paresi ecc.
Necessità di accessibilità ai diversi ambienti, attrezzi o elettrodomestici che si possono usare anche solo con una mano, servizi igienici accessibili, supporti per la deambulazione ecc.

Disabilità sensoriale:
non udente, non vedente ecc.
Necessità di soluzioni e ausili che possano sopperire a queste limitazioni

Disabilità intellettiva:
Soluzioni semplici e pratiche, utilizzo di pittogrammi, automazioni semplici da attivare ecc.

Pluridisabilità
Situazioni che possono presentare molteplici difficoltà, anche in contemporanea.

Il livello di gravità è, ovviamente, differente da persona a persone; l’operatore (educatore o ASA) avrà, quindi una diversa funzione a seconda dei casi: potrà semplicemente accudire, fare compagnia, oppure avere una funzione educativa di sostegno e sviluppo delle risorse presenti nella persona che abiterà la casa.

Si possono individuare, da un punto di vista funzionale, due differenti situazioni all’interno della casa: gli spazi dotati di massima autonomia (unità abitative) in cui soggetti, anche con diverse situazioni di disabilità, possono agire in modo autonomo e spazi comuni in cui, pur garantendo un buon livello di autonomia, è prevista la presenza di altri soggetti (fra cui gli operatori) che possono intervenire con funzioni di supporto (ad esempio in bagno) o di aiuto operativo (ad esempio per cucinare).

Domotica & Disabilità
Quando parliamo di domotica non consideriamo solo l’automazione - il funzionamento automatico di alcuni dispositivi - ma pensiamo ad un sistema, ovvero un impianto articolato, in grado di gestire e controllare gli impianti della casa (luce, riscaldamento, ecc) e le diverse automazioni.

In questo senso la domotica può offrire interessanti soluzioni per le persone disabili, o meglio, per le persone che presentano alcune disabilità. Infatti le persone con disabilità - come del resto tutte le persone! - non sono fra loro uguali, e non è detto che la domotica rappresenti la soluzione perfetta in ogni situazione. E’ importante, al di là dei proclami dell’innovazione tecnologica, saper scegliere e valutare le possibili soluzioni per capire quali siano le risposte corrette nelle diverse situazioni.

Il livello in cui la domotica si esprime al massimo livello è costituito dal sistema, ovvero dalla piena integrazione degli impianti (elettrico, idrico, riscaldamento, automazioni, sicurezza, ecc.). La gestione dei diversi impianti viene affidata un sistema di controllo che assicura la supervisione, mentre l’utente si “interfaccia” al sistema (ovvero usa delle interfacce come tastiere, telecomandi, comandi vocali, computer) per controllare il funzionamento dei dispositivi presenti all’interno della casa.

La tecnologia che oggi permette la realizzazione di un sistema domotico completo è costituita principalmente dai “sistemi BUS”, dove per BUS si intende una linea dati che collega i diversi dispositivi del sistema domotico e che trasmette tutte le informazioni di controllo. Possiamo pensare al sistema domotico come ad una rete di computer in cui i diversi dispositivi presenti nella casa sono come i nodi della rete, il bus è il cavo che li collega e che permette la circolazione dell’informazione nel sistema.

Nei sistemi bus il comando di attivazione di un componente non avviene in modo diretto, attraverso un filo elettrico che collega l’interruttore con la lampada, ma è controllato dal BUS: il dispositivo di input (l’interruttore) invia un segnale nella rete (il bus), che lo ritrasmette al dispositivo di output (la lampada).

A prima vista il risultato non cambia: “premo l’interruttore e la lampada si accende”. La differenza fondamentale, però, è legata al fatto che in questo modo il sistema domotico è informato di tutto quello che avviene nella casa e può comandare i diversi dispositivi.

L’informatica - ovvero una gestione di tipo “software” - si inserisce all’interno degli impianti e, grazie alla versatilità e la flessibilità della programmazione, è possibile potenziare le possibilità di controllo e di gestione di tutti i dispositivi installati che sono connessi al bus.

Una caratteristica particolarmente interessante dei sistemi bus è la possibilità di poter immettere un comando (input) nel sistema attraverso dispositivi differenti: poiché non esiste una relazione diretta tra comando e automazione (in quanto il collegamento tra i due dispositivi è gestito via software) è possibile collegare al sistema interfacce diverse. In questo modo l’utente, in funzione delle sue capacità, può scegliere il dispositivo di comando che meglio si adatta alle sue esigenze. Questi comandi possono anche essere molto differenti tra loro: dal semplice tasto a parete al telecomando a raggi infrarossi, dal computer al telecomando vocale.

Il sistema BUS, proprio perché viene programmato via software, può esser facilmente modificato nel tempo, permettendo al sistema di essere estremamente flessibile. D'altronde il passaggio da un impianto controllato da dispositivi “meccanici” ad un sistema che è controllato in modo informatico porta ad un grande cambiamento grazie proprio alla facilità di modifica delle parti “software” e alle potenzialità della programmazione. All’interno del progetto Alibabà verrà utilizzato un sistema bus con protocollo EIB-KNX che rappresenta lo standard europeo ad oggi più affermato e con maggiori possibilità di sviluppo.

ultimo aggiornamento: 7 gennaio 2009
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